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La Storia

Non so se riuscirò a trasmettere ai Soci l’emozione di scrivere ancora di questo – e per questo – Club, alla cui vita iniziale partecipai attivamente e per lo sviluppo del quale mi adoperai.

E’ quella sensazione  che prende l’emigrato al momento del ritorno: egli aveva dovuto abbandonare, incompiuto, un ideale al quale aveva creduto; un progetto disatteso e che gli aveva procurato non poche ambasce. E, tornando, si accorge che quel suo “primo amore” – avendo superato a sua volta traversie varie e avendo finalmente perduto per via qualche elemento perturbante – è oggi fiorente e lanciato verso quelle mete che avevi sperato ardentemente di raggiungere personalmente e che invece erano rimaste solo aspirazioni deluse.

Rientrando - purtroppo solo da ospite, spero, gradito - mi sono accorto quanto crudele sia stato il tempo: in meno di venticinque anni, di quel folto nucleo che aveva fatto da volano al suo nascere, ben pochi, vuoi per gli eventi lavorativi, vuoi per le leggi di natura, solo pochi dicevo, sono rimasti a rappresentare quelle fasi iniziali della vita del Club. Fasi iniziali che, dalle conversazioni avute con i nuovi Soci, mi sono accorto siano ben pochi a conoscere.

E allora ho fatto ricorso al mio archivio che, ordinato quasi in maniera maniacale, conservo e vi attingo alla bisogna. Ho ritrovato – e forse qualche socio fondatore ancora ha fra le sue vecchie carte – il primo “bollettino” del Club, datato: Ottobre 1984, lettera circolare n° 1.

Il Distretto, al tempo, era il 208°; presidente internazionale era Carlos Canzeca, contraddistinto dal motto Scoprire nuovi spazi al “servire”. Era governatore distrettuale Antonio Tranquilli.

Il presidente del Club, secondo della serie, era Aldo Santocchini e l’organigramma del suo Consiglio direttivo era composto da Mauro Di Pietrantonio vice presidente, Claudio Capparucci, segretario, Mario Fino  tesoriere, Gianguido Pesce prefetto. Completavano i servizi: Alessandro Tilli, il presidente fondatore, delegato allo sviluppo dell’Effettivo; Natale Camilli per i contatti con i Giovani; Orlando Procoli per l’Azione di Interesse pubblico e Salvatore G. Vicario responsabile del “bollettino”.

Mio primo impegno fu quello di lasciare il segno sulla nascita e sugli artefici di quel primo momento della Fondazione; la prima notazione fu quindi intitolata: Il Rotary Club Monterotondo Mentana dalla fondazione ad oggi e mi piace segnalarla ai nuovi Soci, perché conoscano  i nomi di quelli che per primi credettero in quella che oggi è una bella realtà:

Infaticabile animatore Alessandro Tilli, il 20 dicembre 1981 si chiudeva la lista dei “fondatori” del Rotary Club provvisorio Monterotondo Mentana. Veniva così coronata dal successo l’aspirazione di questa nostra interessante zona, posta a Nord-Est di Roma, che si vedeva così riconosciuta, a livello internazionale, la dignità di entrare nella grande famiglia rotariana.

 

Crediamo sia giusto menzionare, in questa prima lettera-circolare, il nominativo dei Soci che ebbero il privilegio di fondare il nostro Club: Luciano Antolini, Antonio Beatrice, Natale Camilli, Amos Cardarelli, Fausto Cecconi, Enrico Checchi, Ferruccio Checchi, Augusto Cucchiaroni, Mauro Di Pietrantonio, Francesco Di Pietro, Sergio Evangelista, Luigi Fioravanti, Vincenzo Generotti, Ettore Ortenzi,  Fabrizio Pesciarelli, Orlando Procoli, Aldo Santocchini, Armando Sperindé e Alessandro Tilli.

 

Superato il periodo organizzativo, in data 7 giugno 1982 il Governatore distrettuale Giuseppe Mastandrea consegnava al Presidente del Club Alessandro Tilli la CARTA di appartenenza al ROTARY INTERNATIONAL.

Il primo presidente eletto - doveroso riconoscimento -  è stato l'amico Tilli, coadiuvato alla segreteria dall'amico Armando Sperindè. I primi due anni di attività sono stati interamente finalizzati alla strutturazione e al consolidamento del club; in tale periodo l'attività rotariana è stata vivacizzata da numerosi interventi di personalità del Rotary ed esterne, da scambi  interclub, nell'entusiastico sforzo di evidenziarne la nuova presenza, di conoscere ed apprezzare l'ambiente rotariano, ma soprattutto di assorbire la nuova esperienza: nuova in tutti i sensi, sia per il club che per i Soci.

Non è mancata nel contempo un'attività di proselitismo, che rapidamente ha dato i suoi frutti; la base iniziale è stata vivificata dall'ingresso - in più riprese - di un consistente numero di validi soci: le nuove forze hanno apportato ancor più evidenti fermenti e un ulteriore consolidamento di una struttura già feconda e ben operante.

Come da statuto, nel mese di Luglio 1984, con l'inizio dell'anno rotariano, s'è svolta la cerimonia del passaggio della campana: nuovo presidente è stato insediato Aldo Santocchini.

 

Quel primo “bollettino” era aperto dal “Saluto al presidente Santocchini e ai Soci.

Ne  riporto il testo: 

Ci sembra aspirazione legittima quella che pervade ogni organismo associativo  umano di fissare su carta gli accadimenti annuali che, essendo cronaca del presente, divengono  nel tempo “storia”: è questo il grande merito della stampa! E tale necessità s’è subito manifestata anche nel nostro Club, appena dopo avere superato la prima fase organizzativa. Ecco il senso di questa prima “lettera circolare” che non vuole ancora ammantarsi della più impegnativa veste di "bollettino", né tanto meno di quella di "testata". Abbiamo sentito attorno a noi molto entusiasmo allorché, nella conviviale di Settembre, il presidente Santocchini ha messo all'ordine del giorno la nascita del bollettino: si è addirittura subito proposta la fondazione della "testata". Non vogliamo smorzare entusiasmi: se avremo valida collaborazione potremo certamente, in breve volgere di tempo, raggiungerne il traguardo! Tuttavia l'esperienza ci dice che l'impegno di stampare un mensile è notevolmente gravoso: e quello economico è il meno preoccupante! Ciò che invece impensierisce è la collaborazione fissa: la necessità di dover scrivere un articolo al mese, interessante per il lettore...

Questa nostra soluzione - che ci auguriamo strettamente temporanea - vuole essere una pausa di meditazione e uno stimolo per tutti i soci: allorché la collaborazione dei singoli ci renderà edotti che siamo ormai maturi per il più impegnativo passo successivo, saremo ben lieti di redigere un bollettino. Nessuno sarà più felice di noi il giorno in cui potremo recarci in Tribunale a registrare la nostra testata. Intanto ci auguriamo che questa modesta, "casareccia", veste riesca ugualmente a soddisfare le immediate esigenze del Club: quelle di far conoscere, anche a quei soci che sporadicamente devono essere lontani dagli impegni conviviali, la vita, gli avvenimenti, le delibere che di mese in mese scandiscono la routine del nostro Club.

Da queste pagine sentiamo il dovere di inviare, iniziando la nostra fatica, un caloroso saluto al presidente Aldo Santocchini che - fidiamo - portandogli i nostri saluti, ne invocherà pure la benevolenza presso il Governatore distrettuale: un augurio di “buon lavoro” a tutto il Consiglio direttivo; un “grazie”, infine, per la fiducia che s’è voluta dimostrare, affidandoci l’incarico di “responsabile della stampa” del nostro Club.

 

Amo ricordare come il Club, negli anni, sia sempre stato attento alla conoscenza del territorio; nel mese di dicembre 1984, infatti, fu presentata – edita a spese del Club – l’opera di padre Rinaldo Cordovani, I Cappuccini a Monterotondo, con presentazione di Aldo Santocchini e prefazione di  Enrico Checchi.

 

1982 - 2007: I  25 ANNI  DEL  ROTARY  CLUB MONTEROTONDO MENTANA

Salvatore Vicario

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